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Molti hanno scritto che il nome RUVO deriva dal latino rubus che significa "rovo"; hanno anche scritto che potrebbe derivare da rupes che significa "roccia" e che farebbe riferimento alla ubicazione dell'abitato su uno sperone roccioso, oggi conosciuto come la "pietra della Madonna" che dalla montagna scende fino alla zona bassa dell'attuale centro abitato. Altri invece dal greco Ru;y (Rhyps), da cui poi derivano il latino Rubi e l’italiano Ruvo. Ma molto probabilmente, a mio
parere, il nome RUVO non è di origine greca, ma
deriverebbe dal nome indigeno di Ruvo. Come è accaduto
per altre città italo-greche della Magna Grecia, i cui nomi
greci sono stati suggeriti dai nomi che queste città
avevano al tempo dell’occupazione greca, così è stato anche
per Ruvo. L’ipotesi, quindi, un tempo molto
accreditata, secondo cui il nome Ruvo derivi dall’abbondanza
di rovi nel luogo dove fu edificata la città, è errata.
Infatti, tale ipotesi non può essere accettata in quanto
“virgulto”, “rovo” si dice in greco ri;y (rips) e
non ru;y; di conseguenza non può derivare da ri;y il nome
greco della città, che si trova sempre scritto con ypsilon
e mai con iota, tanto più che il rovo, pianta comunissima
in qualsiasi territorio incolto di tutta la penisola
italiana e non solo, non
avrebbe avuto motivo per essere indicato come simbolo
e suggerire il nome della città.
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I glossologi hanno fatto rilevare che il tema *ru- si accosta a quello della lingua indo-ariana-zeuda *rav-ah che significa “via aperta” e si trova anche nella lingua gotica con la dizione ru-ma, che significa “spazioso”; nel tedesco ra-um, che significa “largo” e nel latino rus, che significa “aperta campagna”. Si può pertanto supporre che nel prefisso ru- gli indigeni di Ruvo volessero denominare il loro centro di vita sito in un vasto territorio dalla visuale molto ampia (Questo è anche il parere di Mariella Nanna). Il nome del luogo veniva così a corrispondere perfettamente alla sua posizione topografica. La scoperta a Ruvo di manufatti
litici risalenti al Paleolitico (fine dell’era
terziaria), se non è sufficiente a dimostrare che in questi
territori si erano sviluppati insediamenti stabili, attesta
perlomeno la presenza dell’uomo e quindi la
frequentazione del sito dove oggi sorge Ruvo in epoca tanto
remota.
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